Battista Busin

Battista Busin

(pagina a cura di Marco Giacomini)

 

Le generalità di Busin Battista sono alquanto lacunose e si può affermare solo che sia nato in provincia di Vicenza e la sua residenza possa essere in Francia1. Viene a contatto con la giustizia del regime in un caso poco chiaro di sospetta appartenenza a un circolo non allineato politicamente con il regime, assieme ai tali Arcaini Alfredo, la scoperta della cui corrispondenza dà il via alle indagini, Argenti Cesare, Berbieri Guido, Resemini Ernesto, Ferrari Ernesto, Arcaini Pietro, Maggi Paolina, pseudonimo di Guerneri Paolina, e Caporali Ernesto2. Nella casa del Caporali le autorità sospettano degli incontri tra tutti i presunti antifascisti sopra nominati e tra questi si procede all’identificazione anche di Busin Battista.

Una prima indagine identificativa viene effettuata dalla Prefettura di Vicenza ma non porta ad alcun esito3. Un successivo ordine del Ministero dell’Interno di identificare il suddetto viene redatto di pugno il 6 Marzo 1929 e, dal timbro presente sul documento, risulta essere stato copiato nuovamente tre giorni dopo4. Avviate le procedure identificative da parte della Prefettura di Cremona, tra le altre, essa risponde il 20 Marzo, undici giorni dopo, comunicando di aver trovato l’indirizzo dell’attività di generi alimentari gestita da Caporali Ernesto, la cui abitazione è attigua a quella, a Parigi5.

Avuta tale notizia, il Ministero dell’Interno contatta l’ambasciata italiana in Francia chiedendo di procedere all’identificazione di Busin Battista attraverso un’indagine scrupolosa della persona di Caporali Ernesto, che il telegramma etichetta come socialista e indica come una delle persone frequentate dal soggetto che le autorità stanno cercando di identificare6.

L’ambasciata risponde l’8 Maggio 1929 riferendo che la moglie di Caporali effettivamente gestisce l’attività di generi alimentari situata all’indirizzo indicato dal Ministero nel telegramma del 16 Aprile6, ma che nessun Busin Battista è conosciuto nell’abitazione di quello e potrebbe trattarsi di uno dei tanti cittadini con cognome Busin7.

 

Note

1Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell’Interno, Casellario politico centrale, ad nomen

2Precedenza del 2/1/1928 al fascicolo di Busin Battista

3Comunicazione dell’esito negativo delle indagini per l’identificazione di Busin Battista, proveniente dalla Prefettura di Vicenza e diretta al Ministero dell’Interno, datata 22/2/1929

4Nota del 6/3/1929, scritta a mano, proveniente dal Ministero dell’Interno riguardo l’identificazione di Busin Battista, diretta alla Prefettura di Cremona (copiata tre giorni dopo)

5Risposta della Prefettura di Cremona alla nota del 6/3/1929 in data 20 Marzo 1929 di esito negativo delle indagini di identificazione di Busin Battista

6Richiesta di identificazione di Busin Battista proveniente dalla Direzione Generale della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, datata 16/4/1929, diretta all’ambasciata italiana a Parigi.

7Telegramma dell’ambasciata italiana in Francia dell’8 Maggio 1929, inviato da Parigi al Casellario Politico Centrale del Ministero dell’Interno con riferimento ad un foglio del 16/4/1929.

 

Fonte

Archivio centrale dello Stato, Ministero dell’Interno, Direzione generale di pubblica sicurezza, Divisione affari generali e riservati. Uffici dipendenti dalla sezione primaCasellario Politico Centrale, Fascicoli personali, b. 908, fasc. Busin Battista.

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