Chi siamo

Chi siamo

 

Il Centro Studi sull’Internamento e la Deportazione Marina Eskenasi nasce sulla base delle ricerche degli storici Antonio Spinelli (attualmente docente distaccato presso l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Vicenza) e Paolo Tagini (dottore di ricerca in Storia e formatore). 

Il Centro è dedicato alla più piccola degli ebrei stranieri internati nel vicentino e deportati ad Auschwitz. Quando fu caricata sul convoglio del 30 gennaio 1944 e poi uccisa all’arrivo Marina Eskenasi aveva solo 2 anni e mezzo.

 

Un po’ di storia

Le prime attività, dedicate alla storia, ai diritti umani, all’intercultura, all’educazione, sono nate grazie all’Associazione LunaNuova che aveva sede ad Arzignano.

La mostra

Il primo risultato degli studi legati al vicentino è stata la mostra fotografico-documentaria “Dal rifugio all’inganno. Storie di ebrei internati in Provincia di Vicenza” inaugurata nel gennaio 2006. La mostra ha carattere itinerante ed è stata già ospitata nei comuni di Castelgomberto (dove è stata inaugurata la prima volta), Arsiero, Arzignano, Breganze, Camisano Vicentino, Cornedo Vicentino, Dueville, Enego, Montecchio Maggiore, Monte di Malo, Monticello Conte Otto, Tonezza del Cimone, Vicenza, Zanè. Contestualmente sono state organizzate visite guidate per le classi della Primaria, della Scuola Secondaria di I e II Grado e per la cittadinanza.

La mostra ricostruisce le storie degli ebrei costretti al cosiddetto “internamento libero” nei Comuni e quelle degli ebrei detenuti nel Campo di Concentramento Provinciale di Tonezza del Cimone. L’intento è quello di unire la storia locale, le memorie delle persone che hanno vissuto le vicende narrate e che spesso hanno messo a rischio la propria vita per salvare gli ebrei dal piano di sterminio nazi-fascista, come nel caso di Don Michele Carlotto, a cui è dedicata la mostra, con la storia universale, gli anni della Seconda Guerra Mondiale, i difficili momenti del dopo 8 settembre, l’invasione tedesca e le deportazioni degli ebrei dall’Italia. Ciò che ha ispirato la mostra è proprio il lavoro della memoria che si pone in ascolto delle memorie, questo stare sui confini di un’umanità dispersa che s’aggrappa alla vita, questo non voler lasciare, nel tempo, che il silenzio diventi oblio. Contro il processo di spersonalizzazione voluto dal nazi-fascismo, la mostra vuole riconsegnare dignità ai perseguitati a partire dal pronunciamento del loro nome e dal racconto delle loro storie. Contro la stigmatizzazione del diverso, delle minoranze, di chi “viaggia in direzione ostinata e contraria”, la mostra vuole parlare al presente ed essere, una volta in più, indicazione per le nuove generazioni affinché sappiano che “si può sempre dire un sì o un no”, che si può essere cittadini sulla strada dei diritti dell’uomo, rigettando il pregiudizio, la creazione del nemico, l’odio, la violenza.

Il sito

Nello stesso periodo in cui la mostra veniva inaugurata a Castelgomberto e aperta al pubblico a Palazzo Barbaran (gennaio 2006), ci fu un incontro fruttuoso tra il curatore della mostra, il prof. Antonio Spinelli, e Paolo Tagini. I due avevano lavorato per lungo tempo alla stessa ricerca senza sapere nulla l’uno dell’altro. Ciò ha permesso di confrontare i risultati dei rispettivi lavori, di affinare e rendere più omogenea la ricerca arrivando a determinare con più precisione il numero degli internati, le loro biografie, l’internamento nel campo di Tonezza e molti altri particolari. Nello stesso anno Paolo Tagini ha pubblicato il libro “Le poche cose. Gli ebrei internati in Provincia di Vicenza (1941-1945)” che comprende un capitolo sul campo di Tonezza del Cimone scritto da Antonio Spinelli.

Contemporaneamente, è stato creato il sito www.dalrifugioallinganno.it. L’idea, sviluppata dai prof. Antonio Spinelli e Claudio Daniele, era quella di proseguire idealmente il lavoro che ha dato vita alla mostra, arricchendolo di dati e storie che riguardano l’intero Veneto. Il nuovo sito, www.internamentoveneto.it, creato e curato da Antonio Spinelli, raccoglie quell’eredità per ampliare il suo raggio d’azione.

Altri studi 

Nel 2015 è stata pubblicata un’altra ricerca, quella sulla storia degli ebrei che, dopo l’8 settembre, fuggirono verso il sud Italia e si ritrovarono fortunosamente davanti alla possibilità di lasciare un’Europa dilaniata dall’odio e dalla guerra per raggiungere gli Stati Uniti, per espresso volere di Franklin Delano Roosevelt che approntò un piano di salvezza per circa 1000 rifugiati, i quali, salpati da Napoli il 17 luglio del 1944, raggiunsero il campo profughi di Fort Ontario (Oswego, New York) e da lì una nuova vita. I risultati della ricerca sono confluiti nel libro “Vite in fuga. Gli ebrei di Fort Ontario tra il silenzio degli alleati e la persecuzione nazifascista“, ma diversi contenuti sono presenti su questo stesso sito qui e qui.

Ultimamente è stata portata a termine la ricerca sugli ebrei stranieri presenti in provincia di Padova.

Didattica

Il Centro Studi si occupa, inoltre, di Didattica proponendo una serie di attività per le scuole. Si veda l’apposita sezione.

 

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